Come si posa la fibra ottica in ambiente urbano: tecniche, fasi e strumenti
Posa della fibra: non esiste un unico metodo
La scelta del metodo di posa dipende da tre variabili principali: la lunghezza del tratto, il tipo di sottosuolo e le condizioni di cantiere. Su tratti brevi — tipicamente sotto i 200 metri — la posa avviene a mano: il cavo viene infilato manualmente nel tubo corrugato già posato, con attenzione alla tensione di tiro per non stressare le fibre. Su tratti più lunghi, fino a 2 km, si usa una macchina a pressione d'aria che spinge il cavo attraverso il microtubetto a velocità controllata, riducendo il rischio di danni e il tempo di installazione.
Prima dello scavo: georadar e mappatura del sottosuolo
Ogni cantiere in ambiente urbano inizia con un sopralluogo e una mappatura preventiva del sottosuolo tramite georadar. Lo strumento trasmette impulsi elettromagnetici nel terreno e rileva la posizione di sottoservizi esistenti: tubature del gas, cavi elettrici, fognature, tubi idrici. Questa fase non è solo una precauzione: è indispensabile per scegliere il percorso di posa, evitare interferenze pericolose e produrre la documentazione tecnica richiesta dai carrier e dagli enti locali prima dell'apertura del cantiere.
Mini-trincea o scavo tradizionale: quando si usa l'uno o l'altro
La mini-trincea è un taglio nel manto stradale largo tra i 10 e i 45 mm, eseguito con una fresa dedicata. È la soluzione preferita quando il percorso è su asfalto esistente e il cantiere deve minimizzare l'impatto sul traffico e sul tempo di ripristino. La trincea tradizionale, invece, viene realizzata con escavatori cingolati o gommati (tra 1.500 e 17.500 kg) quando il tratto attraversa terreni non asfaltati, quando serve installare pozzetti, o quando le dimensioni dell'infrastruttura lo richiedono. In entrambi i casi, al termine si procede con il riempimento e il ripristino del manto: calcestruzzo ad alta presa o asfalto, a seconda del contesto.
Posa aerea: un caso a parte
Quando il percorso si sviluppa su pali o facciate — ad esempio in zone rurali o su tratte di collegamento tra edifici — si utilizza un cavo autoportante, progettato per resistere alle sollecitazioni meccaniche senza richiedere un filo d'acciaio di supporto separato. La posa aerea è più rapida rispetto allo scavo, ma richiede una valutazione attenta delle distanze tra i punti di ancoraggio e delle condizioni climatiche a cui sarà esposto il cavo nel tempo.
Infrastruttura per i cavi: corrugato, minitubi e pozzetti
Il cavo in fibra non viene posato direttamente nel terreno: va sempre all'interno di un tubo protettivo. Si usano tubi corrugati a parete doppia (tipo Fender) per la protezione meccanica, oppure minitubi flessibili per installazioni più leggere. I minitubi vengono "targetizzati" — cioè identificati con colori o codici — per sapere esattamente quale percorso serve quale destinazione. Lungo il percorso vengono installati pozzetti ispezionabili di varie dimensioni, che servono come punti di accesso per la giunzione, la manutenzione e il collaudo del cavo.